Check up ai sentieri Un click sul sito Cai svela quelli sicuri e ripristinati

Articolo del Corriere delle Alpi del 07/12/2018

Gran lavoro da parte del Club, soprattutto sul territorio. Il link è aggiornato man mano
che si sistemano i tracciati

CorrAlpi – 7 dicembre 2018

Da parecchi giorni ormai una finestra s’impone all’attenzione di tutti coloro che accedono al sito del
Cai Veneto. Sotto l’invito “Aiutiamo le Montagne del Nord Est” (con relativo Iban per un versamento
presso la Banca Popolare di Sondrio) spicca un link intitolato “Verifica la percorribilità dei sentieri
del Veneto cliccando qui”. Chi lo fa si trova davanti una serie di fogli excel che riportano ben 980
sentieri, divisi per provincia, con indicazione del gruppo montuoso e del comune di appartenenza,
del numero che lo contraddistingue, della località di partenza e di quella di arrivo, della sezione Cai
(o altro ente) incaricato della sua manutenzione. Le ultime due colonne a destra sono infine a
disposizione per aggiungere ogni informazione utile sulle condizioni del sentiero in questione e la
data della verifica fatta. Un’iniziativa senz’altro utile, che però richiede un lungo lavoro di
monitoraggio sinergico da parte di tutte le sezioni Cai del Veneto e comunque spesso non ancora
possibile per i molti uomini richiesti e per le avverse condizioni ambientali ed atmosferiche.
I sentieri bellunesi presenti nella lista sono ben 600, la stragrande maggioranza, a fronte dei circa 60
trevigiani, dei circa 200 vicentini e dei 100 veronesi.
Il primo sentiero della nostra provincia è il n. 4 sulla Croda Rossa di Ampezzo, nel Comune di
Cortina d’Ampezzo, da Sant’Uberto a Sotto Son Pouses, l’ultimo il n. 979 nel comune di Chies
d’Alpago, da Casera Pian Formosa a Forcella Antander (bivacco Toffolon). Abbiamo in più occasioni
passato in rassegna la lunga lista e in data 1° dicembre è risultato che solo 39 dei 600 sentieri
bellunesi avevano annotazioni circa la loro percorribilità e in molti casi non esaustive, visto che
riportavano semplicemente la dicitura “da verificare”, in tutto il loro percorso o in una parte di esso.
Le date delle verifiche sono per lo più quelle del 20 e soprattutto del 26 novembre, giorni nei quali
evidentemente le squadre hanno potuto uscire in perlustrazione.
Tra i sentieri per i quali è stato possibile emettere un giudizio sicuro e positivo sulla loro
percorribilità troviamo soprattutto percorsi agordini, come i numeri 544, 549, 681, 696, 722, 760,
769, mentre impercorribili del tutto sono, per esempio, il 546 (da La Muda a F.lla Scalabras), il 805
(nel Feltrino, da Val Canzoi a Passo Finestra, a causa di 100 piante cadute nel tratto dopo Casera
Cansech) e il 805 (da Valle delle Grave a Forcella Scarnia per la caduta di molti faggi).
Una decina o poco più sono percorribili solo in parte, come il 552 (da Case Pecole fino a Malga
Framont), il 567 (da Collaz fino a Case Bolp), il 757 (da Celat fino a La Busa), il 803 (da Sass Bregà a
Casera Ramezza). Molti inoltre riportano la dicitura “da verificare” o “mancano informazioni”,
mentre la stragrande maggioranza, oltre il 95% dei percorsi contenuti nella lista, non riporta alcuna
indicazione. Al di là della difficoltà e dei lunghi tempi richiesti, si tratta comunque di un lavoro
prezioso, utilissimo per mettere a punto la complessa organizzazione che dovrà provvedere al
prelievo e al trasporto delle piante schiantate e alla risistemazione dei tratti danneggiati o addirittura
spariti. Ma proprio perché benemerito ed urgente, siffatto sforzo merita ogni aiuto possibile e non
può essere delegato solo alle cure dei volontari del Cai.

Walter Musizza

2019-01-06T16:49:06+00:00